28 maggio 1976, Sezze Romano

 

 

CIRCOLO DI INIZIATIVA PROLETARIA

GIANCARLO LANDONIO

VIA STOPPANI,15

-21052 BUSTO ARSIZIO –VA-

(Quart.Sant’Anna dietro la piazza principale)

e-mail: circ.pro.g.landonio@tiscali.it

 

Archivio documenti storici di classe.

 

IL DEPUTATO SACCUCCI, SPALLEGGIATO DA UNA VENTINA DI FASCISTI E DA

AGENTI DEL SID, SPARA SULLA FOLLA A SEZZE ROMANO.

 

Combattiamo le scorribande nere coi comitati proletari anti-fascisti!

 

Il missino Saccucci, alla testa di una squadra di tiratori scelti e con la protezione di agenti del SID (maresciallo Troccia) ha effettuato

una scorribanda nella cittadina laziale di Sezze Romano.

Il 28 [maggio1976] sera, nel corso di un comizio, ha estratto la pistola e si è messo a sparare sulla folla. Insieme a lui hanno aperto il

fuoco, sulla gente, i suoi camerati, freddando il giovane Luigi De Rosa (aderente alla FGCI )e ferendo gravemente Antonio Spirito (

di Lotta Continua).

La scorribanda nera di Sezze Romano rievoca le gesta sanguinarie e truculente, tipiche del vecchio fascismo; esprime la

determinazione omicida, anti operaia, della destra italiana. L’episodio è solo in apparenza l’atto di un fascista fanatico quale il

Saccucci. In sostanza esso è condiviso da tutti i fascisti in “doppio petto” del MSI-DN da Caradonna ad Almirante, che per salvare la

faccia elettorale ha scaricato il Saccucci. E non solo da loro; ma dagli uomini dei servizi segreti di sicurezza da Miceli al maresciallo

Troccia e compagnia bella.

L’Unità del 29/5, nell’editoriale dedicato a questa scorribanda, dopo aver detto che “ ciò a qui tendono i fascisti è far degenerare il

confronto elettorale in corso”… dichiara che la risposta da dare è quella dell’ “unità democratica”. Il PCI scongiura “ La risposta

dell’occhio per occhio, dente per dente” perché secondo loro, sarebbe “ciò che le forze reazionarie auspicano e attendono”…

Abbasso questi social-pacifisti, succubi e complici della violenza fascista!

Contro lo squadrismo e le scorribande nere, è necessario e indispensabile la più ferma organizzazione di lotta proletaria; contro le

tendenze al colpo di Stato occorre la più estesa e solida organizzazione autodifensiva delle masse proletarie. Onore al giovane

assassinato. Solidarietà al giovane ferito. Organizziamo i COMITATI PROLETARI ANTIFASCISTI per combattere la reazione nera coi

metodi più energici della lotta di classe.

 

Tratto dal Bollettino sindacale dei Com. Internazionalisti LOTTE OPERAIE murale nr. 117 del 2/6/1976

 

[N.d.R. redazionale: 28 maggio 1976 SEZZE ROMANO (LT)

 

Una squadraccia fascista, capeggiata dal deputato del MSI, Sandro Saccucci, ammazza a colpi di pistola Luigi Di Rosa, 19

anni, militante della federazione giovanile del PCI, e ferisce Antonio Salvatore Spirito, militante di Lotta Continua. La

sparatoria è cominciata in piazza, subito dopo il termine del comizio. Sul palco Saccucci ha tirato fuori la pistola, poi è sceso e

ha cominciato a sparare. Per questo ennesimo episodio di violenza nera vengono arrestati il neonazista Pietro Allatta, Angelo

Pistolesi candidato del MSI e il maresciallo del SID Francesco Treccia. Saccucci, anch’egli agente del SID ,implicato nel

mancato 'golpe Borghese’ del dicembre 1970, riesce invece a fuggire all'estero grazie alla strana inefficienza del Ministero

degli Interni . Verrà arrestato alcuni giorni dopo in Inghilterra. Il SID, sempre presente in tutte le trame della strategia della

tensione, non manca neppure questa volta. L'agente Troccia, uomo di fiducia dei cospiratori della "Rosa dei Venti", era uno

degli organizzatori della campagna elettorale di Saccucci e ne aveva protetto la fuga dopo la sparatoria. L’iter giudiziario

che ha tentato di fare luce sull’accaduto è stato lungo e tortuoso e a conclusione dei vari processi ha pagato

solamente un «pesce piccolo»: Pietro Allatta, condannato in primo grado a tredici anni di cui otto effettivamente

scontati in virtù di vari sconti di pena.

 

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RIVOLUZIONE COMUNISTA

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